CAPODANNO A MATERA

BASILICATA DA SCOPRIRE

Cinque giorni alla scoperta della Basilicata, una regione che non si visita per caso, una regione che con i suoi tanti paesaggi pregni di silenzi e di spiritualità arcaica ci consentirà di apprezzare la semplicità delle piccole cose godute passo dopo passo.

Questo rettangolo di terra posto tra la punta e il tacco dello Stivale, crogiolo di lingue e culture, ci accoglierà con il Parco della Murgia Materana e il  Parco di Gallipoli Cognato e delle Dolomiti Lucane, con affrescate chiesi rupestri, paesaggi d’argilla, borghi abbandonati, castelli fiabeschi e città che sembrano presepi.

Per prepararci all’incontro con questa terra dura, aspra, ricca di tradizioni popolari che attingono in un lontano passato, con una gastronomia genuina ed una ospitalità autentica assaporiamo le parole di Andrea Cerreteli:

La Basilicata è una regione dai vasti orizzonti e dai profondi silenzi,
dove i verdi pascoli contrastano con le gialle distese di grano.
Dove il paesaggio ha una sua nostalgica e aspra bellezza,
con luoghi ancora immutati che pare siano stati dimenticati dal tempo.

Gastronomia

Il pane di Matera I.G.P. , ottenuto con semola rimacinata di grano duro di varietà pregiate (cappelli, duro lucano, capeiti e appulo), lievito madre di frutta fresca, acqua e sale, è sempre stato per tradizione e per qualità un prodotto eccellente. Il documento più antico che attesta la notorietà e la bontà del pane di Matera risale al mese di marzo del 1291.
Pantaleone di Matera chiese al Re di Napoli Carlo II d’Angiò se il biscotto o galletta, ovvero il pane ordinato per le truppe, in genere a lunga conservazione e in varie forme, dovesse essere confezionato con la forma tipica a pezzo oppure con la forma a tarallo, con un buco al centro, in modo da poter legare insieme diversi pezzi facendo passare una corda attraverso il buco per trasportarlo meglio.

Per secoli il pane è stato l’alimento base e a volte anche unico dei materani pertanto doveva potersi conservare a lungo. D’estate quando diventava duro si preparava la cialledda fredda con acqua fresca, pomodori, olio, sale e origano, invece di inverno si consumava la cialledda calda con acqua bollente, pomodori, olio, sale, olive, un uovo e verdura cotta. Questa minestra di pane per secoli ha contribuito alla sopravvivenza di generazioni di uomini.

Le forme tipiche sono il pane alto a pezzo, accavallato su se stesso, con tanta mollica e quindi più morbido; il pane a cornetto, con alcuni tagli nella parte superiore e dalla forma allungata, ricco di crosta e quindi molto croccante; il pane basso, con un tradizionale disegno di croce al centro; il pane dell’Immacolata a forma di tarallo, dalla crosta liscia e biscottata con seme di finocchio, si consuma il 7 e l’8 dicembre per la festa dell’Immacolata che per tradizione dà il via alle feste natalizie; il pane di Sant’Antonio impastato con farina di grano di maiolica con crosta molto sottile e dal colore bianco, si consuma il 13 giugno per la festa di Sant’Antonio.

In media la pezzatura da 1 kg si conserva per circa sette giorni, quella da 2 kg per circa dieci giorni. Un tempo per i salariati che tornavano in città ogni due settimane di sabato per rifornirsi di pane e per il cambio della biancheria, si confezionavano pezzature più grandi di 7-8 kg che si conservavano per almeno quindici giorni e persino di 15 chili.

Le donne, ricalcando un rito antico di gesti e di accortezze, contrassegnavano fino agli anni 60 il proprio pane con un apposito timbro realizzato in legno o in ferro, sculture di varie altezze lavorate a tutto tondo e sviluppate su tre livelli. La sezione inferiore fungeva da base e portava le iniziali del capofamiglia, al centro una semplice colonna quadrangolare o cilindrica e la sezione superiore recava la figurazione simbolico-decorativa di animali, persone o elementi architettonici.

Giovanni Ricciardi, Matera

Programma

Per iniziare freschi e riposati il Tour, crediamo che la soluzione migliore sia arrivare presso la struttura ospitante la sera precedente la prima attività. Incontro con la Guida, cena e pernottamento.

Appuntamento
Ore 19:00 – Montescaglioso (MT)

Trasferimenti
Mezzi propri
Passaggio (su richiesta)

Dopo una ricca colazione ci dirigeremo verso Matera, dove percorreremo un sentiero che si snoda sul bordo destro del profondo canyon scavato dal torrente Gravina, nella zona più selvaggia e lontana dalla città. Sarà un continuo alternarsi di ampi panorami e scorci sulle pareti rocciose del canyon, punteggiato da grotte naturali, villaggi e chiese rupestri scavati nella calcarenite.

Nel pomeriggio avremo l’occasione di passeggiare in una delle zone più caratteristiche di Matera, il Sasso Caveoso che presenta al suo interno dei luoghi che non possiamo perdere: il Palazzo del Sedile, il Museo Archeologico Nazionale A. Ridola, la bellissima chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, dal nome della pianta spontanea che cresce abbondante nei dintorni, e il complesso del Monterrone, lo sperone di roccia che conserva al suo interno due chiese scavate nella roccia.

Valutazione
Facile – Media

Dislivello in salita
+ 285 metri

Lunghezza
8 km

Dislivello in discesa
– 285 metri

Percorso
Anello + A/R

Quota massima
320 m s.l.m

Durata
4 ore e 30 minuti

Quota minima
240 m s.l.m.

Giornata ricca di emozioni in uno dei luoghi più suggestivi della Basilicata: il Parco di Gallipoli Cognato e delle Dolomiti Lucane, con le sue attrattive naturalistiche e due dei borghi più belli d’ItaliaCastelmezzano e Pietrapertosa.

In questi ambienti incantati, uniremo due percorsi a forte connotazione paesaggistica e naturalistica che dalle creste delle Dolomiti Lucane ci faranno scendere nel fondovalle ricco di dolmen parlanti che ci proietteranno nella magia e mistero delle streghe locali, le masciare.

Valutazione
Facile – Media

Dislivello in salita
+670 metri

Lunghezza
9 km e 500 metri

Dislivello in discesa
-670 metri

Percorso
Anello + A/R

Quota massima
1000 m s.l.m

Durata
5 ore

Quota minima
660 m s.l.m.

Questo ultimo giorno dell’anno lo dedicheremo alla scoperta di un altro luogo unico, sia per la sua posizione che per la sua storia: il paese abbandonato di Craco. Dalla valle alluvionale del torrente Salandrella raggiungeremo le colline che in estate riflettono i colori del grano e poi avvicinandoci pian piano al borgo costeggeremo aspri contrafforti argillosi e pinnacoli sormontati da cespugli.

Evacuato nel 1963 in seguito a una frana, è diventato un set cinematografico, e nella nostra escursione vestiremo i panni di famosi registi che hanno scelto Craco per girare delle scene indimenticabili. Qui Mel Gibson ha ambientato l’impiccagione di Giuda per La passione di Cristo (2004), senza dimenticare Cristo si è fermato a Eboli (1979) di Francesco Rosi, Quantum of Solace (2008) di Marc Forster e Basilicata coast to coast (2010) di Rocco Papaleo.

Valutazione
Facile – Media

Dislivello in salita
+380 metri

Lunghezza
8 km e 400 metri

Dislivello in discesa
-380 metri

Percorso
Anello + A/R

Quota massima
330 m s.l.m

Durata
4 ore e 30 minuti

Quota minima
70 m s.l.m.

Giornata interamente dedicata a conoscere uno dei comuni dell’area dei calanchi, Montescaglioso impreziosito dall’abbazia benedettina di S. Michele Arcangelo, del XI-XII sec. e dal vicino convento delle Clarisse. Non meno interessanti i caratteristici vicoli del centro storico e gli ampi panorami che giungono sino al mar Jonio.

L’escursione ci consentirà di ammirare o addentrarci in ambienti diversi, dai profondi ventagli calanchivi alle profumate pinete fino a zone di macchia mediterranea. Prima di piegare verso nord, raggiungeremo l’interessante sito archeologico di Difesa San Biagio che contiene al suo interno un abitato ed una necropoli frequentati dall’VIII al I sec. a.C.

Valutazione
Media

Dislivello in salita
+500 metri

Lunghezza
12 km

Dislivello in discesa
-500 metri

Percorso
Anello

Quota massima
330 m s.l.m

Durata
6 ore

Quota minima
70 m s.l.m.

Concludiamo il nostro Tour ritornando dove tutto ha avuto inizio: Matera e il Parco della Murgia Materana, un modo semplice per imprimere nella nostra mente alcune immagini e profumi di questa terra meravigliosa che ci ha ospitati in questa occasione.

L’itinerario si sviluppa nella parte più a nord della Gravina di Matera, caratterizzata da un paesaggio brullo ma affascinante, con i suoi affacci sul profondo canyon, le tombe e i villaggi preistorici presenti sui pianori di Murgecchia e Murgia Timone e la costante vista su Matera e i suoi Sassi.

Prima di salutare questi luoghi visiteremo l’altra Matera, con il suggestivo ambiente ipogeo del Palombaro lungo, la chiesa romanica di San Giovanni Battista, la Cattedrale e scendendo nel Sasso Barisano, la Casa Cava e i Sassi in miniatura.
Un Capodanno che sarà difficile dimenticare!

Valutazione
Facile – Media

Dislivello in salita
+320 metri

Lunghezza
9 km

Dislivello in discesa
-320 metri

Percorso
Doppio anello

Quota massima
430 m s.l.m

Durata
4 ore e 30 minuti

Quota minima
330 m s.l.m.

Equipaggiamento
  • Scarponcini da escursionismo.
  • Zaino a partire da 25 litri.
  • Borraccia e/o thermos a partire da 1,5 litri.
  • Bastoncini da escursionismo.
  • Abbigliamento a strati comodo ed adatto alla stagione.
  • Cappello e guanti.
  • Occhiali con lenti trasparenti o polarizzate.
  • Carta escursionistica.
  • Lampada frontale.
  • Frutta essiccata o secca e/o pranzo al sacco.
  • Sacchetto per lo smaltimento dei rifiuti.
  • Kit di primo soccorso e telo termico.
  • Mascherina e gel disinfettante nel rispetto delle norme anti Covid.
  • Spilla e Tessera Altour Italy (consegnate alla prima attività).

Contattaci per qualsiasi consiglio sul tuo equipaggiamento.

Quota individuale

Dai 6 ai 17 anni: 150 €
Oltre i 18 anni: 300 €

Cosa comprende:
L’accompagnamento guidato per l’intero tour e l’assicurazione RCT

Come partecipare:
Compila il form “Partecipa al Tour” e ti contatteremo per tutti i dettagli.
Versa l’acconto e … prepara lo zaino!

Numero partecipanti:
Da un minimo di 8 ad un massimo di 16

ProssimO TOUR: 28 Dicembre – 1 Gennaio 2023