Civita di Bagnoregio

la valle dei calanchi

E’ una delle immagini più affascinanti e ormai note della Tuscia. La “città che muore”, arroccata su un colle isolato e raggiungibile (apparentemente) da un unico ponte. Civita di Bagnoreggio è probabilmente uno dei borghi più famoso e fotografato del Lazio, facente parte dei borghi più belli d’Italia. Ma soffermarsi solo su questo “fotogenico” abitato di origine etrusca sarebbe quasi un peccato. E’ l’intera area, chiamata valle dei calanchi, ad essere un vero luogo di incredibile suggestione, un libro aperto sulla storia umana e naturale di questa parte del Lazio, incastonata tra il lago di Bolsena e la valle del Tevere.

Il nostro percorso inizia da Lubriano, abitato non meno antico affacciato sulla valle dei calanchi. Seguendo un breve tratto della Via Romea Germanica, che dalla Bassa Sassonia portava i pellegrini a Roma passando per queste terre, scenderemo all’interno di un luogo dove l’impronta delle numerose ere geologiche è ancora impressa nelle pareti delle rupi, delle colline e dei solchi scavati nelle terra (calanchi) che si innalzano intorno a noi.

Nella parte più bassa della valle, alla base dei calanchi, la vegetazione è fatta di cespugli, rovi, ginestre, qualche olmo e rosa canina. Ma appena inizieremo a salire su una delle più panoramiche delle colline, il paesaggio si spoglierà del verde per diventare quasi lunare. Ovunque, saranno le ardite formazioni argillose a lasciare senza parole, sormontate dalla poca vegetazione capace di crescerci, con Civita sempre in vista, ma circondata da pinnacoli e rupi tagliate dalla continua attività erosiva, che un tempo si usavano come “passarelle” naturali per raggiungere il borgo.

Ripresa la strada per il borgo, scopriremo un’altra via di accesso all’abitato, testimonianza di quel passato etrusco di cui tutta la Tuscia è intrisa, per concludere nel cuore di Civita di Bagnoreggio, dove anche il buon San Francesco passò, curando il giovane Giovani Fidanza, successivamente San Bonaventura.

Racconti di viaggio

…avevo già visitato Civita di Bagnoreggio in passato, ma come buona parte dei turisti mi ero limitato ad ammirare questo piccolo e suggestivo borgo arroccato all’interno di una piccola valle, entrando dal suo “ingresso” principale. Scoprire quello che si celava “dietro” fu tutt’altra cosa. La prima parte del percorso, tra rovi e cespugli non lasciava tanto intendere quello che mi aspettava, ogni tanto si scorgeva qualche parete, qualche rupe, si incontrava qualche mucca, le vere padrone delle inselvatichite tracce nella valle.

Ma quando abbiamo iniziato a salire, la suggestione, accompagnata da un pizzico di fatica, è esplosa poi in uno spettacolo che non avrei mai immaginato. Pinnacoli, pareti scoscese, collinette, muraglioni naturali, tutti immancabilmente tagliati quasi fossero costruzioni di sabbia. Per un attimo non credevo di stare nel Lazio, a poco più di un’ora da Roma. Sembrava il paesaggio di un altro mondo, fermo, immobile (fintamente vista la continua erosione) che non chiedeva altro che essere contemplato…e poi, entrare a Civita di Bagnoregio come un “etrusco” sembra quasi una piccola conquista, come uno di quei tanti pellegrini che dalla lontana Germania, si ritrovavano a calpestare le stradine di questo bellissimo borgo dopo un lungo e polveroso andare.

Simone Gregori

Galleria
Scheda tecnica

Valutazione
Facile – Media

Dislivello in salita
+ 260 metri

Appuntamento
Ore 10:00 – Piazza Col di Lana 8, Lubriano (VT)

Lunghezza
8 km

Dislivello in discesa
– 260 metri

Trasferimenti
Mezzi propri
Passaggio (su richiesta)

Percorso
Anello + A/R

Quota massima
440 m s.l.m

Note
Breve tratto ripido

Durata
Intera giornata

Quota minima
250 m s.l.m

Equipaggiamento
  • Scarpe basse con suola scolpita o scarponcini da escursionismo.
  • Zaino a partire da 20 litri.
  • Borraccia e/o thermos a partire da 1 litro.
  • Bastoncini da escursionismo.
  • Abbigliamento a strati comodo ed adatto alla stagione.
  • Cappello e guanti.
  • Frutta essiccata o secca e/o pranzo al sacco.
  • Sacchetto per lo smaltimento dei rifiuti.
  • Kit di primo soccorso e telo termico.
  • Mascherina e gel disinfettante nel rispetto delle norme anti Covid.
  • Spilla e Tessera Altour (consegnata alla prima attività).

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Quota individuale

Fino ai 5 anni: gratis
Dai 6 ai 17 anni: 10 €
Oltre i 18 anni: 25 €

Cosa comprende:
L’accompagnamento guidato e l’assicurazione RCT

Numero partecipanti:
Fino ad un massimo di 16

Prossima escursione: DA DEFINIRE
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