La via francigena

da Lucca a Siena

Correva l’anno 990 quando Sigerico, l’Arcivescovo Sassone di Canterbury in viaggio per Roma per ricevere il pallium, simbolo dell’investitura arci episcopale, attraversava l’Italia attraverso il valico storico del Gran San Bernardo e poi giù per le terre di Lucca e Siena fino a giungere a Roma.

Un viaggio affascinante documentato proprio da Sigerico sulla via del ritorno che elencò, numerandole, tutte le soste che chiamò submansiones.

Questo permise a migliaia di pellegrini di raggiungere in pellegrinaggio Roma attraverso la ricostruzione di quel percorso che cominciò ad essere tra i più battuti dell’Europa occidentale. Era intorno all’anno mille, in piena età carolingia sotto il Sacro Romano Impero di Carlo Magno re dei franchi, che quel percorso prese il nome di Via Francigena.

Letteratura

A Monteriggioni, all’esterno della Porta San Giovanni troviamo una lastra in pietra che riporta alcuni versi del XXXI Canto dell’Inferno della Divina Commedia che si riferiscono al momento in cui Dante e Virgilio si dirigono verso l’argine che separa l’ottavo cerchio, dove sono puniti i fraudolenti, dal nono dove troviamo i traditori.

I due poeti procedono in silenzio, in modo incerto a causa dell’oscurità quando, d’improvviso, un assordante suono di corno li sorprende. Dante volge il suo sguardo verso il punto da cui proviene il suono e gli sembra di vedere alte torri; domanda pertanto a Virgilio: «Maestro, di’, che terra è questa?». Virgilio gli risponde che, a causa delle tenebre, non può vedere ciò che ha di fronte e lo invita ad avvicinarsi. Preso premurosamente Dante per mano, gli rivela, prima di procedere, che non sono torri, ma giganti, conficcati fino all’ombelico nel pozzo centrale di Malebolge. Dante, man mano che si avvicina alla cavità, può vedere sempre più distintamente ciò che ha di fronte e ne è intimorito: paragona gli “orribili giganti” che sovrastano con metà della loro figura la parete del pozzo alle torri di Monteriggioni che si ergono maestose sulla sua cinta muraria. I Giganti NembrotEfialte e Anteo avevano una statura e un corpo smisurato.Furono protagonisti di una guerra contro Zeus e, per raggiungere la vetta dell’Olimpo, sovrapposero una montagna all’altra. Zeus, con l’aiuto di tutti i suoi fratelli e dèi dell’Olimpo ebbe ragione e seppellì i Giganti sotto vari vulcani.

 

Come quando la nebbia si dissipa,
lo sguardo a poco a poco raffigura
ciò che cela ’l vapor che l’aere stipa,

così forando l’aura grossa e scura,
più e più appressando ver’ la sponda,
fuggiemi errore e cresciemi paura;

però che come su la cerchia tonda
Montereggion di torri si corona,
così la proda che ’l pozzo circonda

torreggiavan di mezza la persona
li orribili giganti, cui minaccia
Giove del cielo ancora quando tuona.

Dante, Inferno, canto XXXI, vv. 34 – 45

Programma

Giornata di viaggio per raggiungere Lucca da cui inizieremo il nostro viaggio per Siena attraverso la Via Francigena. Appuntamento per le ore 18:00 presso la struttura ospitante per un breve briefing iniziale.

Il percorso che si estende sulla vasta pianura del Serchio una volta ostacolato da paludi, insiste su vie poco trafficate e da un paesaggio monotono ma di facile percorrenza e in totale sicurezza; ottimo inizio per approcciare il cammino con il “piede” giusto.

Valutazione
Media

Dislivello in salita
+20 metri

Lunghezza
18 km e 500 metri

Dislivello in discesa
-20 metri

Percorso
Traversata

Quota massima
20 m s.l.m

Durata
8 ore

Quota minima
20 m s.l.m.

Dalla via Romana-Lucchese raggiungiamo tra vie sterrate e selciate Galleno già nominata da Filippo Augusto re di Francia nel 1191 per poi inoltrarci nel bosco delle Cerbaie per arrivare, salendo prima e discendendo poi, a Ponte a Cappiano dove si trova il suggestivo Ponte Mediceo di origine primo Medioevo importante attraversamento della Francigena sull’Usciana, emissario del Palude di Fucecchio, la più estesa palude interna italiana; esso rappresentava la XXIV tappa della Via Francigena descritta da Sigerico e da lui nominata “Aqua Nigra”.

Realizzato per iniziativa del Granduca Cosimo I dé Medici, la sua torre oggi è adibita a residenza per i pellegrini della Francigena.

Valutazione
Facile – Media

Dislivello in salita
+ 120 metri

Lunghezza
14,5 km

Dislivello in discesa
– 90 metri

Percorso
Traversata

Quota massima
100 m s.l.m

Durata
6 ore e 30 minuti

Quota minima
20 m s.l.m.

La viabilità in pianura caratterizza il primo tratto della nostra via fino ad arrivare a Fucecchio paese, situato su di una piccola altura e fondato intorno al X secolo a controllo del guado dell’Arno e della Via Francigena. Si ridiscende quindi in pianura fino alla breve ripida salita che ci conduce a San Miniato disposto su di un crinale di tre poggi  che danno sulla valle dell’Arno. Posto in posizione  strategica per il controllo della Via Francigena, la via Pisano-Fiorentina e l’Arno, mantiene ancora un caratteristico impianto urbanistico medievale intatto.

Valutazione
Facile – Media

Dislivello in salita
+150 metri

Lunghezza
14,5 km

Dislivello in discesa
-20 metri

Percorso
Traversata

Quota massima
140 m s.l.m

Durata
7 ore

Quota minima
20 m s.l.m.

Proseguiamo il nostro cammino che si presenterà ai nostri occhi sempre più avvincente tra piste sterrate e sentieri sulle orme dell’Arcivescovo di Canterbury lasciandoci alle spalle il Valdarno ed entrando nella Valdelsa. Il percorso si snoda in saliscendi tra poderi e dolci colline in un contesto rurale di infinita bellezza. Ed ecco a pochi centinaia di metri dalla meta di Gambassi Terme la Pieve di Santa Maria in Chianni citata da Sigerico come XX tappa del suo viaggio da Roma. Risalente al XII secolo in stile romanico, ci si presenta in tutto il suo splendore in pietra arenaria gialla con le sue tre navate e l’annessa canonica oggi adibita ad ostello.

Valutazione
Media

Dislivello in salita
+400 metri

Lunghezza
24 km

Dislivello in discesa
-220 metri

Percorso
Traversata

Quota massima
320 m s.l.m

Durata
8 ore e 30 minuti

Quota minima
80 m s.l.m.

Percorreremo oggi una delle tappe più belle del nostro Cammino immersi nel silenzio della splendida campagna toscana dove i cipressi spiccano come vedette solitarie. La chiesa romanica di San Pietro, il Santuario di Pàncole, la Pieve di Cèllole e le famosissime torri della superba San Gimignano, che già iniziamo ad intravedere dalle alture del nostro cammino in prossimità dell’arrivo, sono la testimonianza di questo antico percorso che da sempre è legato al passaggio dei pellegrini.

Valutazione
Media

Dislivello in salita
+350 metri

Lunghezza
13,5 km

Dislivello in discesa
-340 metri

Percorso
Traversata

Quota massima
400 m s.l.m

Durata
6 ore e 30 minuti

Quota minima
110 m s.l.m.

Il percorso di oggi, il più lungo del nostro Cammino, è caratterizzato da ampie coperture boschive miste a crinali coltivati a viti e olivi immersi nel caratteristico paesaggio toscano. Vario nel paesaggio e vario di località estremamente suggestive come Badia a Coneo, raggiungibile con una breve deviazione, con la sua Abbazia benedettina del XII secolo dedicata a Santa Maria Assunta o le antichissime sorgenti termali Le Caldane fino a Strove un gioiello di borgo rimasto intatto. Ancora qualche chilometro ed eccoci arrivati ad Abbadia a Isola complesso medievale ancora cinto da mura che deve il suo nome alla presenza, in epoca medievale, di un ampio bacino lacustre che circondava l’abbazia oggi adibita ad ostello.

Valutazione
Media – Impegnativa

Dislivello in salita
+500 metri

Lunghezza
27,2 km

Dislivello in discesa
-600 metri

Percorso
Traversata

Quota massima
320 m s.l.m

Durata
10 ore

Quota minima
130 m s.l.m.

Oggi, ultima tappa del nostro Cammino, partiamo la mattina di buon ora tra le brume della piana che circonda Abbadia a Isola e che ci condurrà al superbo castello di Monteriggioni costruito all’inizio del XIII secolo  dai senesi al confine con Firenze. Gioiello dell’architettura medievale ci accoglie, con le sue torri menzionate da Dante Alighieri nel XXXI canto dell’Inferno e la cinta muraria splendidamente conservata, attraverso la Porta San Giovanni dopo una ripida salita. Lasciata Monteriggioni dalla Porta Romea ci inoltriamo nella campagna senese immersi in un paesaggio onirico caratterizzato da quel contrasto di colore tra Terra di Siena e il giallo dei  covoni sotto l’azzurro del cielo e poi ancora, attraversando boschi di querce e salendo sui crinali tra gli ulivi, arriviamo a Siena che ci accoglie in tutta la sue bellezza e riempe il nostro cuore di emozioni e felicità.

Valutazione
Media

Dislivello in salita
+320 metri

Lunghezza
22 km

Dislivello in discesa
-250 metri

Percorso
Traversata

Quota massima
360 m s.l.m

Durata
7 ore

Quota minima
250 m s.l.m.

Dopo un’ottima colazione e già con un pizzico di nostalgia rientriamo nei nostri luoghi di residenza.

Equipaggiamento
  • Scarponcini da escursionismo o scarponi da trekking.
  • Zaino a partire da 30 litri.
  • Borraccia e/o thermos a partire da 2 litri.
  • Bastoncini da escursionismo.
  • Abbigliamento a strati comodo ed adatto alla stagione.
  • Cappello e guanti.
  • Occhiali con lenti trasparenti o polarizzate.
  • Carta escursionistica e bussola.
  • Lampada frontale.
  • Frutta essiccata o secca e/o pranzo al sacco.
  • Sacchetto per lo smaltimento dei rifiuti.
  • Kit di primo soccorso e telo termico.
  • Mascherina e gel disinfettante nel rispetto delle norme anti Covid.
  • Spilla e Tessera Altour (consegnate alla prima attività).

Contattaci per qualsiasi consiglio sul tuo equipaggiamento.

Quota individuale

Dai 6 ai 17 anni: 140€
Oltre i 18 anni: 280 €

Cosa comprende:
L’accompagnamento guidato per l’intero Cammino e l’assicurazione RCT

Come partecipare:
Compila il form “Partecipa al Cammino” e ti contatteremo per tutti i dettagli.
Versa l’acconto e … prepara lo zaino!

Numero partecipanti:
Da un minimo di 6 ad un massimo di 16

ProssimO cammino in calendario: – – –