Alberi a Roma

dal campidoglio a piazza fiammetta

Questa originale passeggiata, che coniuga natura e storia, parte dalla sommità del Campidoglio e attraverso i rioni Campitelli, Sant’Angelo, Regola, Parione, e Ponte ci porterà a conoscere una Roma sparita, poco conosciuta, che si svelerà passo dopo passo.

Una città unica al mondo che ci racconterà le sue storie, le sue vicende più curiose, ci farà conoscere mestieri ormai scomparsi, madonnelle che ancora oggi suscitano devozione, muri e pavimenti carichi di iscrizioni, che ci interpellano e ci fanno riflettere.

A farci da guida per mostrarci l’universalità della capitale, saranno cinque alberi particolari, che hanno origini lontane ma che da tempo immemore condividono la vita dell’Urbe. Roma come un giardino ricco di specie esotiche che con i loro colori, riflessi e fiori si fondono con i suoi angoli più nascosti.

Botanica

Paulonia

Questo albero ornamentale originario della Cina, fu chiamata Paulonia in onore di Anna Pavlovna Romanova (1795 – 1865), moglie di Guglielmo II dei Paesi Bassi, principessa d’Olanda e ottava figlia dello zar Paolo I di Russia. I bellissimi fiori a pannocchia lunghi 4-5 cm., hanno un color azzurro lavanda che evoca il simbolo del Dolore paziente, che i religiosi dell’area danubiana hanno associato alla figura di Maria ai piedi della croce.

Introdotto molti secoli fa in Giappone questo grande albero, che può raggiungere i 25 m. di altezza, è stato così apprezzato che lo stemma della casa imperiale si compone di tre foglie e tre infiorescenze stilizzate di Paulonia. Dai suoi semi si ricava un olio usato nella preparazione di speciali qualità di carta mentre il legno è utilizzato nella confezione dei sandali giapponesi. In Asia orientale, il legno di questa pianta è molto popolare per mobilio e casse di strumenti a corda come il guquin (cetra a tavola cinese con 7 corde) o gayageum (cetra a pizzico coreana con 12 corde). Una tradizione praticata sia in Cina che in Giappone prevede che alla nascita di una bambina si pianti una Paulonia, da cui ricavare il mobile per il corredo in occasione del suo matrimonio.

Le sue gemme sbocciano, negli inverni miti, prima del fogliame e i suoi frutti si aprono a partire da gennaio, liberando oltre 3000 semi leggerissimi da osservare con attenzione per ammirare la bellezza dei margini alari. All’inizio del XX secolo i cinesi emigrati in America usavano i semi di Paulonia per imballare oggetti delicati: la loro fuoriuscita dalle casse, nel trasporto, ha favorito la diffusione della specie lungo le linee ferroviarie. In alcune zone degli Stati Uniti, la sua capacità di diffondersi e imporsi anche negli habitat più difficili le è valsa la qualifica di pianta alloctona invasiva.

Chi ha visto una Paulonia in fiore non la dimentica e se non volessi perderti questo spettacolo puoi recarti dalla seconda metà di aprile alla fine di maggio a piazza della Chiesa Nuova dove alcuni esemplari fanno bella mostra accanto alla statua di Pietro Metastasio e alla “Terrina”, curiosa fontana che ha inciso alla base del grande coperchio il motto

<Ama Dio e non fallire, fa del bene e lassa dire. MDCXXII>

Galleria
Scheda tecnica

Valutazione
Facile

Dislivello in salita
+ 30 metri

Appuntamento
Ore 9:30 – Fontana della Pigna

Lunghezza
3 km e 300 metri

Dislivello in discesa
– 35 metri

Trasferimenti
Mezzi propri
Mezzi pubblici

Percorso
Traversata

Quota massima
36 m s.l.m

Durata
Mezza giornata

Durata
3 ore e 20 minuti

Quota minima
13 m s.l.m

Note

Equipaggiamento
  • Scarpe basse con suola scolpita.
  • Zaino a partire da 15 litri.
  • Borraccia e/o thermos a partire da 500 ml.
  • Abbigliamento a strati comodo ed adatto alla stagione.
  • Frutta essiccata o secca.
  • Tessera Altour (consegnata alla prima attività).

Contattaci per qualsiasi consiglio sul tuo equipaggiamento

Quota individuale

Fino ai 5 anni: gratis
Dai 6 ai 17 anni: 10 €
Oltre i 18 anni: 20 €

Cosa comprende:
L’accompagnamento guidato e l’assicurazione RCT

Numero partecipanti:
Fino ad un massimo di 16

Prossima data in calendario: 27 novembre 2022