Tornare a fantasticare

Sin da piccolo ho sempre viaggiato. Sono cresciuto con mio padre dentro un’agenzia di viaggi. Passavo le ore a guardare i cataloghi. La sera fantasticavo vedendo libri di geografia o atlanti. Avevo imparato a 6 anni tutte le capitali del mondo. Sono cresciuto così e questo desiderio di scoperta non si è mai fermato. Tutt’oggi a 34 anni il mio pensiero è sempre questo: viaggiare. Quando c’è una possibilità, mi organizzo, preparo ogni dettaglio prendo e parto; in aereo, macchina o treno, quello che capita pur di partire. Ritengo che non c’è niente di più bello al mondo che viaggiare scoprendo paesi, città, culture e cibo.

Poi è arrivata lei, la terra del ghiaccio e del fuoco, l’Islanda e la mia concezione di viaggio è cambiata radicalmente. Dall’Agosto del 2017 ho scoperto un nuovo modo di vivere il viaggio: stare a contatto con la natura. Non più esplorare la frenesia di una città ma scegliere di vivere l’esperienza di una passeggiata a contatto con la natura. Il viaggio in Islanda mi ha letteralmente aperto la mente e il cuore.

Da allora, ho cominciato sempre più a camminare, scoprire sentieri e vivere a contatto con l’ambiente. La pratica dell’escursionismo è diventata una scelta di vita.

Mi ritengo però una persona coscienziosa e organizzata; tutto deve essere fatto con criterio e non lascio mai nulla al caso. Stare a contatto con la natura deve essere un piacere, è vero, ma per apprezzare appieno questa opportunità, bisogna conoscere quello che ti circonda. Non ci si può improvvisare escursionisti, si deve essere pronti a qualsiasi situazione, comprendere pericoli, saper gestire le difficoltà.

Ecco perché ho ritenuto fondamentale cominciare un percorso di formazione per conoscere le giuste pratiche per una corretta escursione. Ho conosciuto così due guide e due persone splendide che hanno reso questa esperienza unica. Sin dal primo contatto con loro, Claudio e Rodolfo hanno saputo trasmettere tutto il loro entusiasmo e la loro passione. Hanno saputo insegnare valori e conoscenza con semplicità, non negando mai una parola o una battuta di spirito.

Ci hanno messo il cuore, dedizione e grande professionalità nello spiegare ogni dettaglio base di come affrontare e prepararsi per conquistare il sentiero desiderato. Hanno reso piacevoli ogni cosa.

Oltre alla didattica classica in aula, ci sono state loro… le uscite formative. Delle esperienze importanti, per conoscere e conoscersi meglio, tutte fatte con il sorriso e professionalità. Ho potuto camminare in nuovi luoghi, ammirare la natura e ascoltare i loro preziosi consigli. Ci si è anche potuto conoscere meglio tra noi corsisti, ci si è aiutati, e sono nate nuove amicizie. Che bello pensare alla nascita di nuove amicizie in un periodo attuale dove conta il distanziamento sociale. È già questo un grande risultato.

Sono così tornato a studiare per affrontare l’esame del corso. È stato bello mettersi a studiare i materiali e trattare argomenti nuovi ma mai del tutto approfonditi. Passare del tempo a fare esercizi e scoprire tante cose che prima davi per scontato o non sapevi. Senz’altro invece l’ansia per l’esame come mi capitava sempre all’università non è stata piacevole, ma anche questa fa parte di me.

Ho però raggiunto l’obiettivo che mi ero prefissato. Conoscere. Perché in questo mondo scontato non c’è niente di più bello che conoscere. La curiosità è per me una parte fondante dell’essere umano, senza non saremmo quello che siamo adesso. Ho capito che la natura che ci circonda non è pericolosa se sai come affrontarla. La natura sta lì, non ti giudica ma non ti perdona l’ignoranza.

Ho fatto l’esame, e l’ho superato ma ancora non mi sento completo. Sono pronto a affrontare il corso avanzato con entusiasmo e curiosità; due parole che non dovranno mai cessare di esistere.

E poi…il corso ha fatto sì che io tornassi quel bambino spensierato che fantasticava su quelle mappe. E così, aspettando di tornare a viaggiare fisicamente, lo faccio con la mente.

Non potevo chiedere di meglio.

Grazie Claudio e Rodolfo

Matteo

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